Gor by John Norman

Gor by John Norman

autore:John Norman
La lingua: ita
Format: mobi, epub
pubblicato: 2014-09-02T22:00:00+00:00


Il mattino successivo ci svegliammo all'alba, bevemmo quel poco d'acqua rimastaci nella borraccia e ci avviammo verso settentrione, con la speranza di trovare presto una sorgente e qualcosa da mangiare. Circa un'ora dopo, Talena mi afferrò un polso, allarmata. La strada aveva un andamento sinuoso fra piccole alture, coperte di cespugli spinosi e di radi alberelli, ed alle nostre spalle si udiva un rumore che identificai come quello di un tharlarion da sella in rapido avvicinamento.

«Un guerriero,» borbottai, con una smorfia.

«Svelto, mettimi il collare e i bracciali da schiava,» disse lei. «E anche il cappuccio sul viso.»

M'affrettai ad affibbiarle addosso quegli oggetti e la misi al guinzaglio. Mezzo minuto più tardi, il grosso sauriano sbucò da una svolta dietro di noi. Lo montava un guerriero barbuto, armato di lancia, spada e scudo, che in testa portava un bell'elmo dorato. L'uomo fece subito rallentare il tharlarion al passo e si fermò accanto a noi. L'animale era strutturato molto diversamente dai suoi consimili selvatici, più snello e agile, ed aveva la bocca fornita di denti. Al contrario di quello da me ucciso nella foresta, camminava solo sulle due zampe posteriori, a grandi passi, mentre quelle anteriori erano ridicolmente corte e sottili.

«Qual è il tuo nome, straniero?», domandò il guerriero.

«Sono Tarl di Bristol,» risposi.

«Bristol?» Dietro la fenditura dell'elmo i suoi occhi si strinsero, fra perplessi e sospettosi.

Mi mossi verso di lui, mostrandomi indignato per la sua ignoranza. «Sicuro, Bristol. Non vorrai dire che non conosci la mia città!»

«Mai sentita nominare,» borbottò lui, dopo un'esitazione. «Io sono Kazrak di Porto Kar. Sono al servizio di Miniar il mercante.»

Conoscevo già Porto Kar, per averne letto. Era una cittadina situata sul delta del Vosk, e come tutte le località costiere era un covo di pirati e di mercanti privi di scrupoli.

La lancia del guerriero s'abbassò ad indicare Talena. «Chi è la femmina incappucciata che ti porti dietro?»

«Non è necessario che tu conosca il suo nome e il suo casato, amico,» risposi, secco.

L'uomo rise e si batté una mano su una coscia. «Casato, dici? Vorresti darmi a intendere che la sua famiglia è di Casta Alta, eh? Scommetto invece che è la figlia di un contadino, e che ha addosso ancora la puzza delle capre. Probabilmente spenderai i tuoi ultimi denari per acquistarle un ricco vestito, prima di metterla in vendita al mercato spacciandola per una nobile damigella. Non è così?»

«Hai notizie di quello che sta succedendo ad Ar?», tagliai corto.

La voce di Kazrak si fece truce quando annuì. «Guerra!», dichiarò. «Ora che gli uomini di Ar stanno combattendo fra loro, un forte esercito si prepara a schiacciarli per sempre. Sulla riva del Vosk si sta radunando un contingente di uomini proveniente da ben cinquanta città. Il loro accampamento è il più vasto che si sia mai visto su Gor dai tempi della Guerra Nera. Vi sono immensi recinti con migliaia di grifoni da guerra, e migliaia di tende. Il suono dei fischietti da richiamo dei grifonieri assorda le orecchie tutto il giorno, e di notte la luce dei falò può esser vista fino al delta.



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